A partire dall’insorgere di questa emergenza abbiamo lavorato da un lato per informare rapidamente e costantemente tutti i nostri soci relativamente agli aggiornamenti, iniziative e ai comportamenti da tenere (insieme anche a tutte le altre cooperative della rete) e dall’altro insieme alla Fondazione Centro Studi Doc  per cercare di ottenere il riconoscimento di uno status giuridico specifico per i lavoratori dello spettacolo.  Crediamo infatti sia fondamentale prevedere in primo luogo il riconoscimento delle tutele previdenziali, per scongiurare l’abbandono della professione in caso di malattia e disoccupazione, e contratti scritti e tempi di pagamento certi dall’altro.

Il primo passo è stato scrivere il 25 febbraio un appello con richieste a sostegno dei lavoratori del mondo dello spettacolo che abbiamo inviato il 28 febbraio al Ministro Franceschini, al Ministro Catalfo e al Presidente dell’INPS.

Sollecitati dalle numerose richieste di firma dell’appello che abbiamo scritto, il 28 febbraio abbiamo attivato una petizione per raccogliere firme a favore dei lavoratori dello spettacolo e in pochi giorni abbiamo raccolto più di 34.000 firme: change.org/SosteniamoLavoratoriSpettacolo e Anche per questo, il secondo passo è stato scrivere un appello per le imprese dello spettacolo che abbiamo inviato il 2 marzo sempre al Ministro Franceschini e al Ministro Patuanelli.

Nel frattempo anche oltre 160 imprese e organizzazioni del settore si sono aggiunte a sostenere e arricchire le nostre richieste. Anche per questo, il secondo passo è stato scrivere un appello per le imprese dello spettacolo che abbiamo inviato il 2 marzo sempre al Ministro Franceschini e al Ministro Patuanelli.

Ad oggi, abbiamo ottenuto un’audizione dal Presidente dell’INPS, Pasquale Tridico, per discutere di queste problematiche (ancora non sappiamo quando sarà viste le misure contro il contagio) e una risposta dal MISE. Il MISE non ci darà audizione in questi giorni a causa delle misure restrittive, ma è aperto a ricevere materiale anche in vista di discutere con noi tutte le questioni strutturali del settore non appena conclusa l’emergenza e, nel frattempo, vista la situazione di urgenza per i lavoratori, ha girato immediatamente le nostre richieste anche al Ministero del Lavoro e delle politiche sociali.

Ci sono anche altri segni di speranza, perché la Regione Emilia-Romagna ha fatto passare un decreto che supporta i lavoratori intermittenti, e quindi anche alcuni tra i lavoratori dello spettacolo. Inoltre, alcuni politici stanno sostenendo pubblicamente il nostro appello.

Qualcosa si è mosso, ma  tema dei diritti e delle tutele dei lavoratori dello spettacolo non è ancora entrato nell’agenda politica. Mentre la situazione diventa di giorno in giorno più disperata per tutti i lavoratori del settore che ancora non hanno tutele e indennità certe mentre i giorni passano e gli spettacoli saltano.

Noi continueremo a lavorare, tenere aggiornati i soci e lavorare perché i lavoratori dello spettacolo possano ottenere il giusto riconoscimento.

Riportiamo di seguito le richieste più urgenti per affrontare questa crisi:

  • Chiediamo che l’indennità di malattia sia finalmente riconosciuta fin dal primo giorno, mentre ora è richiesto il versamento minimo di 100 giornate di contributi INPS dal gennaio dell’anno precedente: chiediamo semplicemente i diritti dei lavoratori degli altri settori.
  • Chiediamo che l’indennità di disoccupazione Naspi sia riconosciuta agli intermittenti dello spettacolo per tutti i periodi di sospensione di attività, anche in costanza di rapporto di lavoro, per un periodo almeno pari a quello lavorato, considerando anche le giornate di lavoro per prove.
  • Chiediamo, per l’accesso alla Naspi, l’abolizione del “ticket” licenziamento in caso di licenziamento per giustificato motivo a causa della crisi Covid 19.
  • Chiediamo che l’accesso a un ammortizzatore sociale (FIS o cassa in deroga) sia garantito anche ai lavoratori intermittenti e sia commisurato alle giornate di lavoro svolto durante l’anno precedente e non solo al lavoro cancellato nel primo periodo di crisi.
  • Chiediamo che sia garantito l’accesso a un ammortizzatore sociale (FIS) estendendolo ai lavoratori con meno di 90 giorni di anzianità con un unico committente, requisito quasi impossibile per chi non è socio dipendente di cooperative o di teatri stabili, e che sia previsto anche per piccole realtà con meno di 5 dipendenti.
  • Chiediamo che anche nel lavoro dello spettacolo siano sempre garantiti contratti scritti e tempi certi di pagamento.
  • Chiediamo che sia chiarito che le misure previste per i lavoratori autonomi D.L. n.9 02/03/2020 art. 16 valgono anche per i lavoratori autonomi con gestione Inps ex-Enpals con ingaggi a partire dalla data del 23 febbraio